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La fattoria ed il frutteto di Roma imperiale

La fattoria ed il frutteto di Roma imperiale

Una vasca di raccolta delle acque, lunga 34 x 69 metri è emersa dal fango degli scavi nei pressi delle mura a San Giovanni. Era il 2012 e le scoperte continuarono durante le perforazioni per la nuova linea C della metropolitana di Roma, infatti dalla cisterna partivano le canalizzazione in tufo per irrigare un frutteto perché la struttura era pertinente ad una villa rustica dove si coltivavano le pesche.
Le acque che venivano raccolte dalla cisterna erano quelle del torrente noto come Aqua Craba che proveniva dalla Valle Marciana a ridosso dei tenimenta della civitas tuscolana, dove si trovavano anche le sorgenti che andarono poi ad alimentare gli acquedotti dell'Aqua Tepula ed Aqua Julia. Un ramo del torrente fu irregimentato e piegato verso Roma, il suo corso era sotterraneo forse in quanto, come racconta Frontino era “damnatam” perché “lorda” tanto che Agrippa non la volle immettere nell'acquedotto che stava costruendo come curator aquae. Tuttavia quella, se era “Aqua damnata” per gli usi degli uomini, era invece perfetta come acqua irrigua e così una volta ritornata in superficie poco prima di Roma, già dal III secolo a.C andava ad alimentare il sistema di irrigazione di una azienda agricola che ad un certo punto si specializzò nella produzione delle pesche.
La coltivazione delle pesche, di cui sono stati trovate radici degli alberi e noccioli dei frutti dimostra che il frutto fu portato a Roma nel II secolo a.C. dopo la conquista della Grecia dove l'aveva portata Alessandro Magno dopo averla vista in Persia.
L'azienda si è stimato che avesse una dimensione di 14.000 mq, almeno secondo quanto è stato indagato, anche se può essere lecito supporre che costruire una vasca di circa 2.400mq fosse esagerato per irrigare appena 12.000 mq di frutteto e questo senza tener conto del bacino che si trovava prima della cisterna che era alimentato da un rivus in entrata e poi doveva averne un altro in uscita che correndo lungo la valle Murcia andava poi a gettarsi nel Tevere.
I reperti indicano che l'azienda sorta già nel III secolo a.C é rimasta attiva fino al I secolo d.C. Come cambiò l'area dal I secolo alla fine dell'impero potranno dirlo solo altre scoperte, mentre è certo che già dopo l'invasione di Totila durante le guerre gotiche l'area tornò ad essere campagna ed anche in parte incolta se ancora Etienne Duperac nel 1574 rimanda l'immagine del torrente dell'Aqua Crabra che corre nei campi oltre le mura.
Gli scavi archeologici nella Stazione San Giovanni, eseguiti a più riprese tra il 2010 e il 2013, hanno consentito di esplorare un’eccezionale successione, profonda oltre 20 metri, di depositi archeologici su una superficie complessiva di quasi 3.000 mq ed il prossimo aprile 2018, secondo quanto annunciato dall'amministrazione capitolina, chi viene a Roma potrà vedere con i propri occhi non solo le strutture ritrovate del frutteto ma ripercorre attraverso i reperti esposti tutte le vicende storiche dell’area e, attraverso la grafica esplicativa, le trasformazioni del paesaggio nel corso dei secoli fino ai livelli geologici più profondi databili al Pleistocene.



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 07/02/2018)